La difficoltà di assistere a domicilio un malato di Alzheimer e la necessaria, seppur dolorosa, scelta di farlo accogliere di una struttura residenziale con le competenze professionali necessarie sono al centro di un servizio di “XXI Secolo” su RaiUno andato in onda lunedì 10 marzo 2025.
“Sono arrivata ad annullare me stessa”, racconta Ventura Masciandaro, nel raccontare la fatica di assistere sua madre malata di Alzheimer, simile a quella raccontata da Simone Cristicchi nella canzone “Quando sarai piccola” al Festival di Sanremo 2025.
“Non era assolutamente possibile gestire la mamma”, racconta Masciandaro. Da qui la decisione: “Ho capito di dover chiedere aiuto a una struttura”.
La struttura che accoglie la madre, e che offre sollievo alla famiglia, è l’associato Uneba Puglia Madonna del Buoncammino di Altamura (Ba).
A presentare il nucleo Alzheimer della struttura è il direttore Giuseppe Guaricci, presidente di Uneba Bari Brindisi Lecce.
“Il servizio – commenta Guaricci nell’intervista a Buonasera24– ha avuto il merito di raccontare con chiarezza ciò che molte famiglie vivono ogni giorno in silenzio. La realtà è che esiste un divario enorme tra i bisogni reali e i servizi disponibili. Una distanza che le istituzioni fingono di non vedere”.
“Le patologie cronico-degenerative come l’Alzheimer non possono essere gestite a domicilio – dice Guaricci -. Non si può più permettere che i pazienti attendano anni per un posto in RSA, né che occupino impropriamente letti ospedalieri, risorse indispensabili per chi è colpito da malattie acute. (…) Un malato di Alzheimer ricoverato in ospedale costa fino a dieci volte rispetto alla presa in carico in una struttura specializzata. A pagare siamo tutti noi contribuenti, mentre il sistema resta bloccato in una logica emergenziale e priva di visione”.
Come evidenzia il conduttore Francesco Giorgino al termine del servizio, se le attuali tendenze statistiche saranno confermate, l’Italia nel 2040 sarà il quarto paese al mondo per numero di malati di Alzheimer.
Una vera emergenza, evidenza il conduttore, per la quale “serviranno nuovi strumenti legislativi e nuovi strumenti sanitari”.
E’ quanto da tempo chiede anche Uneba assieme alle altre associazioni di categoria: in particolare chiede chiarezza sul tema della titolarità della retta da pagare alle strutture: è per intero a carico del Sistema Sanitario oppure, come è stato finora, c’è una compartecipazione della famiglia?